Rassegna stampa

Il sogno spezzato 16.00 euro Edizioni Nutrimenti

Voglia di Oceano 15.00 euro Edizioni Sole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Nuova Sardegna – domenica 21 aprile 2013

Premio Marincovich
Riconoscimento a Vittorio Fresi per il libro “Il sogno spezzato”

Prestigiosa affermazione nel premio alla memoria di Carlo Marincovich – una delle firme più amate del giornalismo dell’andare per mare – del velista sassarese Vittorio Fresi: nella sezione narrativa con il libro “Il sogno spezzato” (edizione Nutrimenti) si è piazzato al secondo posto, alle spalle di Luca Goldoni, cronista di lungo corso e narratore di un’Italia dalle infinite sfumature, con il libro “Il mare nell’anima” (Barbera editore).
La cerimonia di premizione si è tenuta nei giorni scorsi al Circolo degli ufficiali della Marina Militare a Roma.

Patrizia Melani Marincovich ha girato l’Italia per cercare libri da far partecipare, ha visitato librerie, chiesto consigli, contattato editori e sottoposto la giuria a letture forzate. Dal suo lavoro sono usciti 19 libri e 13 articoli pubblicati lo scorso anno. Nella narrativa Vittorio Fresi ha colpito i giurati con il racconto dei suoi 7 mesi in mare assieme al padre a bordo di Onitron-Autoprestige. L’obiettivo era fare il giro del mondo lungo la rotta dei clipper su uno yacht di poco più di dieci metri. Un viaggio che si è interrotto con una “piroetta” a metà strada tra Nuova Zelanda e Capo Horn che ha disalberato lo yacht, spezzando un sogno.

Poteva essere il solito libro di navigazione che terminava con i festeggiamenti in porto, invece è la storia affascinante di un lunghissimo viaggio con uno stile di navigazione antico e un rocambolesco salvataggio grazie all’intervento di una gigantesca petroliera. Ma nel libro, che si legge in un fiato, c’è anche un viaggio nel viaggio: i rapporti tra padre e figlio nell’angusta cabina di uno yacht da famiglia, disegnato per una crociera a breve raggio e che invece ha superato calme equatoriali, capo di Buona Speranza, l’Oceano Indiano, il sud dell’Australia, sino ai 40 ruggenti, quasi nel punto più lontano di tutto il pianeta da terre emerse, a quell’appuntamento con una gigantesca onda che ha infranto il sogno di Piero e Vittorio Fresi.
Ha piegato la loro barca, ma non il suo spirito, consegnandoli comunque alla storia della navigazione.

Singolare il premio per Vittorio Fresi: un pezzo della paratia di “Vento di Sardegna” di Andrea Mura.

Sandro Macciotta

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Il Messaggero – giornale dei sardi nel mondo – Online

Il sogno spezzato – Padre e figlio sulla rotta dei clipper

Alghero, estate, ore 21 di un giorno qualunque. Il maetrale, annunciatosi da qualche ora con piccole onde nervose, rinforza le sue raffiche e scuote il tendone che fa da atrio alla sede della “Lega Navale”, a qualche passo da uno dei moli della città catalana.

Una brillante Ingrid Crabuzza, giovane presidente della Lega, presenta a un folto uditorio “Il sogno spezzato, padre e figlio sulla rottadei clipper”, il libro evento di Vittorio Fresi, pubblicato dall’editrice romana Nutrimenti. La serata è stata organizzata dalla libreria Mondadori “Il Labirinto”, dell’instancabile e benemerito Vittorio Nonis.
Leggere questo libro di avventura estrema, vissuta realmente da due coraggiosi uomini di mare, è di per sè un’occasione che fa ringraziare il cielo al lettore, via via che procede con la lettura, di essere seduto al suo tavolino, lontano da quell’universo di acqua indifferente davanti alle paure dell’uomo e a ogni suo sentimento.

Un universo che però Vittorio Fresi e il padre Piero amano alla follia, è il caso di dirlo, tanto da affidarsi senza remora alcuna al suo grembo tempestoso.
Si parla di un atto di sfida, ma sfida non è. E’ piuttosto una sorta di totale innamoramento dell’uomo per il mare, carico di una così grmade fiducia da escludere lì per lì la possibilità di un tradimento. Una cosa un pò eroica, se vogliamo, anche se Vittorio non ama dare al suo viaggio questa connotazione di eroismo.

Il fatto: il 7 settembre del 2008, Vittorio e Piero sono partiti da Porto Torres sulla “Onitron I Autoprestige”, la loro barca a vela e motore di 11 metri, in acciaio e aluminio.
“Dai, ajò, metti in moto”, gli aveva detto il padre al momento della partenza. Scriverà poi il figlio, ricordando quel momento fatidico: “Siamo felici e orgogliosi di essere giunti fino a oggi con in mano i nostri sogni, e mentre stringo forte la barra della mia barca è come se impugnassi il mio futuro, il mio destino. La mia stessa vita”.
L’intento era quello di fare il giro del mondo, senza scalo. Ce l’avevano tutto dentro la testa il percorso di quel viaggio ardimentoso: usciti dallo strettodi Gibilterra, andare giù verso “il sud del mondo” scorrendo lungo i fianchi occidentali dell’Africa, attraversare l’Equatore, doppiare il Capo di Buona Speranza, proseguire verso il sud della Tasmania e la Nuova Zelanda passando sotto l’Australia, diretti verso l’Oceano Pacifico meridionale e il Sud America, puntando su Capo Horn.
Leggere la prima parte del libro, seguendo la realizzazione della prima frazione del percorso, equivale, in qualche misura alle sensazioni dei due marinai che , nonostante gli innumerevoli problemi con i quali hanno dovuto fare i conti, erano come guidati dalla fiducia nel mare e in se stessi verso la conquista di una libertà senza barriere. In altre parole, la cronaca di quel percorso dà una dose di forza terapeutica anche al lettore poco avvezzo ai viaggi e all’incontro-scontro con il pericolo.
Una libertà, quella di Vittorio e Piero, ostacolata da una serie di incidenti inaspettati: la non facile “uscita” dallo stretto di Gibilterra; i primi capricci dei venti di nord-nord ovest; la “discesa” nell’Atlantico fino al Capo di Buona Speranza; la curiosa avventura che vede la “Onitron I” intrappolata dentro un ammasso di reti da pesca dal quale riescono a disincagliarla faticosamente; la tempesta dei giorni dell’Epifania con il vento che soffia a più di 60 nodi e l’albero maestro che oscilla sfiorando l’acqua; le snervanti giornate in preda alla depressione entrando nell’Oceano Indiano, sballottati da venti sempre superiori ai 60 nodi.

Un senso di libertà sofferta, arricchita comunque da ore meravigliose trascorse ad ammirare le meraviglie del creato, le albe e i tramonti, le esibizioni dei delfini, delle orche e degli albatros, e a parlare ocn le persone care, lontane, quasi fuori dal tempo, ma riavvicinate dai collegamenti telefonici satellitari, con Laura, la moglie di Vittorio, e gli amici, fra questi Piero Mele e il fratello Antonio che funge da tramite, restando a casa e trasmettendo al fratello e al padre le informazioni meteo e i commenti del Popolo della Rossa, i loro collaboratori a terra; i contatti con il Comando generale delle Capitanerie di porto.
Nell’Oceano Pacifico c’è freddo. Difficile combatterlo con qualche sorsata di grappa o di whisky. Oltre che freddo, quell’Oceano quasi polare, è sempre agitato. Ma “la barca va come sempre, ha lo stesso assetto tenuto in altre situazioni simili,e grazie al nostro fido pilota a vento e a un adeguato controllo della velocità, mantiene la poppa alle onde che con il passare delle ore diventano sempre più aggressive e rendono la vita a bordo particolamente fastidiosa”.

Così scrive Vittorio, uomo di ricca determinazione e povero di inutili paure, il pensiero rivolto come una freccia al capezzolo di quella immensa mammella che è l’America del sud.
Ma non sa che l’incontro con l’ignoto senza tregua e senza cuore sta per innalzare la sua immensa testa di cobra con la bocca spalancata pronta a mordere l'”Onitron I Autoprestige” e a pezzare il loro sogno. Barca ed uomini, un tutt’uno, dopo duecentotredici giorni di navigazione, sono al centro del Pacifico meridionale, tra la Nuova Zelanda e il Cile: 46°20′ Sud 138° Ovest. E’ il 5 aprile del 2009.
“Un’onda frangente nella fase di massima esplosione – scrive Vittorio – scarica tutta la sua potenza sul lato destro della barca, facendole compiere una rotazione di trecentossessanta gradi e riportandola nella posizione originaria in neanche 10 secondi. Dieci secondi che sono bastati a quest’onda, figlia di una natura selvaggia e desolata, per ridurre quella che un attimo prima era una bella ed efficente imbarcazione a vela, integra in ogni sua parte, un rudere alla deriva in uno dei punti del pianeta distante da terre emerse, dove gli unici elementi che hanno ragione di esistere e di coabitare sono questo magnifico e imponente oceano e il vento che perennemente soffia sulla sua superficie”.

Le successive pagine, nelle quali il dramma rischia di diventare tragedia devono essere lette senza che altre parole di informazione o commento alterino il contesto finale di questo libro straordinario che celebra insieme alla sconfitta la vittorioa dell’uomo dempre pronto, a qualsiasi età, a riprendere il sentiero di quella sognata libertà anche quando si avverta la sensazione di avertlo smarrito per sempre.

“Tardi non è per coloro che cercano un mondo novello”: così scriveva Alfredo Tennyson, poeta inglese dell’Ottocento, nel suo poemetto “Ulisse”, celebrando l’umo intromito che non si accontentò del Mediterraneo per la scoperta di altre terre al dsi là delle Colonne d’Ercole.

Franco Fresi

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L’Unione Sarda – sabato 16 giugno 2012

Mare. Due libri di grandi emozioni firmati da Piero e dal figlio Vittorio
Le imprese dei Fresi, velisti negli oceani

Piero Fresi è ormai un nome leggendario nel mondo dei navigatori a vela. Il primo sardo ad aver compiuto la traversata in solitario dell’Atlantico nel 1997, concretizzando così a 52 anni il sogno di una vita. Non del tutto soddisfatto e appagato dell’impresa, nel 2003 fece un altro exploit, unico nel genere: attraversò il Mediterraneo e l’Atlantico in un percorso di andata e ritorno senza scalo e sempre in solitario. Navigazione eccezionale, tra terribili tempeste ed estenuanti bonacce oceaniche, che portò a buon fine in 110 giorni.

Queste due magnifiche imprese che catapultano Piero Fresi nell’empireo dei grandi velisti mondiali, sono raccontate nel centinaio di pagine di “Voglia di oceano“, diario di incredibili avventure. Uscito di recente per le edizioni Sole di Cagliari completa, come una sorta di “prequel”, il libro scritto dal figlio Vittorio “Il sogno spezzato” per l’editrice romana Nutrimenti specializzata in letteratura di mare. Qui Vittorio (oggi 38 anni, contro i 68 del padre) ricostruisce il drammatico giro del mondo che i due fecero tra il settembre 2008 e l’aprile 2009, conclusosi col naufragio a metà strada tra la Nuova Zelanda e Capo Horn in pieno Oceano Pacifico.

Padre e figlio, a bordo del mitico 35 piedi Onitron I con il quale Piero aveva portato a termine la doppia traversata dell’Atalntico, avrebbero voluto compiere il percorso toccando i tre principali capi (Buona Speranza in Sud Africa, Leewin in Australia e Horn in Sud America). Ma le cronache di quei giorni ricordano come una gigantesca onda anomala disalberò Onitron I e come i due, ormai alla deriva e in serio pericolo, furono salvati da una petroliera. In mare per 213 giorni sulle rotte dei famosi clipper non riuscirono a completare l’itinerario. Il resoconto di quel viaggio sfortunato, ma comunque epico, è raccolto nelle pagine scritte da Vittorio appunto nel “Sogno spezzato“. A pochi mesi dall’uscita di questo libro, arriva in libreria il volume firmato dal padre che idealmente si collega e si legge come l’antefatto dell’altro.

Due letture appassionanti, un must per chi ama la vela e vuol sognare con gli occhi di chi ha visto e vissuto le onde dell’oceano.
Piero, i figli Vittorio e Antonio, abitano e lavorano nel nord Sardegna, tra Porto Torres e il golfo dell’Asinara. Titolari dell’Associazione Zenit Vela Onitron Club, operano nel settore del diporto. Al mare Piero, sedinese di nascita, è legato sin da ragazzino quando contro la volontà paterna si iscrisse nell’appena inaugurato istituto nautico di Porto Torres. Da qui prende le mosse la narrazione di “Voglia di Oceano”. L’acquisto della prima piccola barca a vela che portò in Sardegna senza motore dalla Toscana dopo una navigazione avventurosa e pioneristica. Fu proprio quella prima impresa di ventenne che lo convinse a scegliere il mare come strada della vita. Ma devono passare molti anni per poter finalmente compiere la traversata dell’Atlantico a bordo di un mini transat francese. Non potendo partecipare alla regata agonistica per mancanza di finanziamenti, si unì al gruppo di regatanti lungo il percorso e raggiunse l’isola caraibica di Martinica. Quella prima avventura durò 35 giorni. Nel 2003 Piero compì il viaggio Porto Torres – Barbados e ritorno senza scalo.
Narrazione agile, sintetica, come gli appunti del diario di bordo, dove emergono le sensazioni e le emozioni della navigazione, ma anche le valutazioni tecniche e i consigli per i velisti.

Carlo Figari

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Il Sogno spezzato – Padre e figlio sulla rotta dei clipper
Vittorio Fresi

PROVINCIA DI SASSARI
Il Presidente

Sassari, 26 marzo 2012

Carissimi Piero e Vittorio,

innanzitutto desidero ringraziarvi per avermi voluto omaggiare del vostro libro, ma soprattutto per le emozioni che siete capaci di regalare. Il vostro racconto infatti non è stata una semplice lettura, ma un’avventura vissuta accanto a voi sull’Onitron.

Grata per l’attenzione riservatami vi saluto cordialmente.

Alessandra Giudici

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Il Giornale della Vela – aprile 2012

Una storia di vita

“Il sogno spezzato” non è solo il racconto di un naufragio e di un salvataggio, ma un viaggio dentro se stessi di un padre e di un figlio. In mezzo all’oceano.

“E’ un attimo. la barca si alza lateralmente sul lato destro e continua la sua corsa verso la parte opposta accelerando nel suo movimento. C’è un gran frastuono, un rumore di distruzione, e la barca torna dritta. Ci siamo rovesciati…”.
Poche parole bastano per essere insieme a Piero e Vittorio Fresia bordo del loro Onitron, una barca in acciaio di 10,45 metri con la quale Piero aveva nel 2003 effettuato la doppia traversata Atlantica in solitario e senza scalo tra la Sardegna e Barbados, quando un’onda nel Pacifico li ribalta e si porta via l’albero. Vi avevamo raccontato la loro avventura, del naufragio e del salvataggio, nel numero di giugno del 2009. Oggi Vittorio ha racontato in un libro la sfida affrontata insieme al padre Piero sulle tracce dei grandi navigatori del passato, ricostruendo i duecentotredici giorni di navigazione sul loro Onitron. Ripercorriamo così la partenza dalla Sardegna, inseguendo il grande sogno di girare il mondo senza scalo alle latitudini dei tre capi più famosi, Buona Speranza, Leeuwin e Horn, ispirandosi allo stile dei primi navigatori oceanici, Francis Chichester, Robin Knox-Johnston e Barnard Moitessier. Duecentotredici giorni attraverso l’Atalntico e lungo gli oceani meridionali, per raggiungere un obiettivo che s’infrange contro un’onda gigantesca nel Pacifico meridionale alle coordinate 46°20′ Sud 138° Ovest. Cercatele sulle mappe. Corrispondono a un punto quasi a metà tra la Nuova Zelanda e il Cile, uno dei posti più lontani da qualunque terra emersa. A dispetto del naufragio e della dolorosa perdita della barca, il dramma si trasforma in una profonda esperienza umana e nell’occasione per ritrovare il rapporto fra padre e figlio.

Vittorio Fresi, Il sogno spezzato – padre e figlio sulla rotta dei clipper, Ed. Nutrimenti, 16 euro.
IL SOGNO SPEZZATO Un libro che non racconta solo una storia di mare, ma anche il rapporto tra un padre e un figlio, chce ritrovano il loro rapporto proprio di fronte alle grandi difficoltà.

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Fare vela – marzo 2012

Un sogno infranto dall’oceano

Padre e figlio partono per un viaggio oltreoceano per testare le proprie capacità e consolidare un rapporto, troppo spesso scontato

Il suo sogno nel cassetto era quello di riuscire a fare un giro del mondo in barca a vela, alle latitudini dei tre capi più famosi: Buona Speranza, nel profondo sud dell’Africa, Leewin, in Australia e Capo Horn, punta estrema dell’America Latina.
Un sogno stimolato dalla passione per il mare e per la vela, coltivata nella scuola nautica di famiglia e a bordo dei mezzi di soccorso della Guardia costiera.
In “Il sogno spezzato” Vittorio Fresi racconta l’avventura iniziata nel 2008 che, assieme al padre Piero, l’ha visto protagonista a bordo di Onitron I Autoprestige nei mari più affascinanti del mondo.
Un viaggio senza scalo per testare le proprie capacità, la propria passione e mettere alla prova anche un rapporto, troppo spesso scontato, a volte difficile e conflittuale, fra padre e figlio.
E’ proprio questo amore per il mare ad affascinare il lettore. Sebbene questa navigazione sia stata bruscamente interrotta da un naufragio a sua del Pacifico, dal racconto emerge chiaramente che per Vittorio il traguardo più importante di questa esperienza è stato quello di aver avuto modo di consolidare e rafforzare il rapporto vitale con il padre Piero.

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Bolina – marzo 2012

Padre e figlio naufraghi uniti

L’amore  per la vela, il richiamo dell’avventura, la voglia di realizzare il grande sogno, un giro del mondo alle latitudini dei tre capi più famosi: Buona Speranza, ultimo lembo d’Africa, Leewin, in Australia, e Horn, la minacciosa estremità dell’America Latina.
Una navigazione che dura là dove gli oceani non fanno sconti e impongono abilità, cuore e testa, ma anche una sfida per misurare un legame personale spesso conflittuale.
Il sogno spezzato (Nutrimenti, 173 pagine, 16 euro) è il racconto della sfida di Vittorio e Piero Fresi, che tra il 2008 e il 2009, a bordo di Onitron I, un cabinato di acciaio lungo 10,45 metri, hanno navigato per duecentotredici giorni sulla mitica rotta dei clipper nel tentativo di compiere il giro del mondo a vela.
Un obiettivo che però si è infranto contro un’onda nel Pacifico meridionale e in un drammatico naufragio che diventa poi una profonda esperienza umana e l’occasione preziosa per riscoprire il legame fra padre e figlio.

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La Nuova Sardegna – 24.02.2012

Diventa un libro il giro del mondo dei Fresi
Domani nella Sala Filippo Canu presentazione di “Il sogno spezzato, padre e figlio sulla rotta dei clipper”

PORTO TORRES – Il giro del mondo a vela di Piero e Vittorio Fresi (settembre 2008 , aprile 2009) conclusosi con un naufragio a metà strada tra la Nuova Zelanda e Capo Horn, alla fina è diventato un libro. “Il sogno spezzato, padre e figlio sulla rotta dei clipper” è da pochi giorni nelle librerie. Domani alle 17, nella Sala Filippo Canu, in Corso Vittorio Emanuele n°95, i due navigatori presenteranno il libro dell’editore Nutrimenti specializzato in storie di mare.

“Il sogno spezzato” porta la firma di Vittorio Fresi, ma in tutto il racconto dell’avventura, papà Piero è l’ispiratore, l’altra voce narrante e un pò il contraltare. E a lui spettano alcune considerazioni finali. Si perchè la lunga rotta d Vittorio e Piero è anche una lunga navigazione nel rapporto tra padre e figlio: dagli inevitabili conflitti generazionali alle divergenze su come affrontare le difficoltà, alle inevitabili tensioni di una difficile convivenza di 7 mesi su una barca di 10 metri e mezzo, stracolma di provviste e di sogni.
Il confronto tra padre e figlio si dipana insieme alla storia della navigazione, delle tempeste affrontate, delle snervanti calme equatoriali. Sino al culmine della vicenda, quella maledetta onda anomala che il 5 aprile 2009 rovescvia Onitron I, lo disalbera e lo lascia integro ma immobile nell’oceano Australe. E arriva per padre e figlio il momento più difficile, querllo di ammettere che è impossibile andare avanti, che il sogno di andare avanti sulla rotta dei clipper si è definitivamente spezzato. Poi il salvataggio da parte di una superpetroliera, i drammatici tentativi di salire a bordo, la perdita della barca, di tutto il materiale fotografico e filmato, degli appunti di viaggio.
E così “Il sogno spezzato” è una ricostruzione sul filo della memoria,  attraverso la lente dei ricordi e della delusione per l’impresa fallita.
Ma forse ha ragione papà Piero che dice “Questi anni di vita dopo il naufragio mi sembrano anni regalati, un tempo supplementare che mi è stato concesso”.
La presentazione del libro, il moderatore del dibattito è il giornalista-velista Sandro Macciotta – sarà anche l’occasione per ringraziare di nuovo gli sponsor, gli amici e i compagni della scuola di vela Zenit, che hanno permesso questa avventura.

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La Stampa.it – 19 febbraio 2012

Il sogno spezzato nell’Oceano Pacifico

Anche sul mare siamo affamati di grandi imprese. Meglio se compiute da grandi velisti o navigatori. Il bel nome funziona, ha un bel ritorno sui media. Così, ogni tanto ci dimentichiamo di altre grandi imprese, che all’apparenza sembrano piccole, perchè compiute da velisti o navigatori non noti.
Gente normale, come possono esserlo Vittorio e Piero Fresi, rispettivamente figlio e padre.
“Il sogno spezzato” è il racconto della loro sfida, del loro sogno. Tra il 2008 e il 2009, partono dalla Sardegna con una barca d’acciaio di quasi 11 metri con l’obiettivo di fare il giro del mondo. Ci sono percorsi personali diversi, dietro questa scelta; c’è un rapporto padre-figlio forse da ritrovare.
Ma c’è, e si sente, tanto entusiasmo.
Vittorio ci accompagna nella maturazione della sfida, nella sua preparazione e, poi, allo start. L’Atlantico, l’Indiano, il Pacifico. Non c’è lieto fine, almeno per la barca. Un ‘onda gigantesca mette fine al suo viaggio in una zona di nessuno, impedendole di traguardare Capo Horn. Vittorio e il padre assumono, insieme, forse la decisione più difficile: abbandonare lo scafo e farsi soccorrere da una nave, oppure continuare? Mi fermo qui, per non rovinarvi la lettura. Ne vale la pena, credetemi. Anche le persone normali, poco note possono compiere grandi imprese. E raccontarcele.

Fabio Pozzo

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Voglia di oceano
Piero Fresi

 


La Nuova Sardegna – 9 maggio 2012

IL PERSONAGGIO
Quella insaziabile “Voglia di oceano” non passa con l’età

SASSARI – “Voglia di oceano”, scritto dal navigatore Piero Fresi, è la storia del primo sardo che ha compiuto la traversata dell’Atlantico a vela in solitario.
Il libro sarà presentato dall’autore agli appassionati di mare venerdì 11, alle 18, presso le Messaggerie sarde in Piazza Castello a Sassari. Moderatore il giornalista-velista Sandro Macciotta.
“Voglia di oceano” è il prequel del tentativo di Fresi di circumnavigare il mondo sulla rotta dei clipper assieme al figlio Vittorio, sempre a bordo di Onitron I, col quale aveva già navigato senza scalo da Porto Torres a Barbados e ritorno in 110 giorni nella primavera del 2003. Ma quella non era la prima traversata: nel 1997 Fresi a bordo del mini American Express (6,5 metri) seguì la flotta dei mini-transat in regata dalle Canarie alla Martinica. Era fuori gara e tagliò la linea di partenza in ritardo di 10 giorni rispetto ai regatanti, ma per la traversata (fatta ovviamente con altre condizioni meteo) impiegò un tempo simile a quello dei vincitori. Ma la sua barca del 1979, aveva vecchie vele ed era attrezzata sommariamente per questioni di budget.
E Fresi aveva all’epoca 52 anni, una bella età per tenere a bada una barca tecnica e planante come un mini.
“Voglia di oceano”, edizioni Sole, Cagliari 2012, euro 15, non è solo un libro di mare ma anche il punto di vista di Piero Fresi (diplomato al nautico di Porto Torres) sul mare e la vela. Un punto di vista un pò controcorrente, che snobba le regate e valorizza l’andar per mare nel modo più semplice, quello che si possono permettere i comuni mortali che non hanno alle spalle i milioni dei regatanti di oggi. Lui, tanto per fare un esempio, cominciò con un minuscolo Corsaire (5,5 metri) nel 1971. Una passione che Piero, ormai vicino alla soglia dei 70 anni, non ha ancora messo da parte per dedicarsi alla pittura. Assieme ai figli Vittorio (naufrago con lui tra Nuova Zelanda e Cile nello sfortunato tentativo del giro del mondo su Onitron) e Antonio ha fondato l’Associazione Zenit Vela Onitron Club rivolta soprattutto ai crocieristi.
E ogni tanto si lascia scappare: non è detto che come solitario sia andato in pensione.

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L’Unione Sarda – 25 febbraio 2012

Edizioni Sole
La scommessa di Ivan Botticini
Guide, ebook e libri per ragazzi

Dal 2008 è presidente dell’Aes, l’associazione degli editori sardi che guida da due mandati. Editore quasi per scommessa, Ivan Botticini ricorda di aver iniziato pubblicando una guida di campeggi della Sardegna. Fu un successo clamoroso: ventimila copie “perchè alla metà degli anni Ottanta – dice – non esisteva Internet e non c’erano altre pubblicazioni simili. L’opuscolo del’Esit poi era introvabile. Quella guida, ripetuta per diversi anni, fu il primo passo. Oggi – aggiunge – non ha più senso perchè i turisti trovano tutto sul web”.
Ivan Botticini, cagliaritano cinquantenne, lavorava nel settore della comunicazione e sulla scia delle guide decise di creare le Edizioni Sole. Dal 1988 ha collezionato in catalogo una cinquantina di titoli, con alcuni bestseller che continua a ristampare: “Lupo di mare” del Comandante Bruno Cossu (manuale per la patente nautica) è un classico del genere aggiornato e giunto alla quinta edizione. Vende bene anche nella penisola.
Botticini ha puntato molto sul turismo e ora segue i filoni dei libri per bambini (la collana “Colora la Sardegna”: Flora, Fauna, Folclore…) e dell’artigianato. Nel 2011 ha pubblicato la “Guida ai musei della Sardegna” (400 pagine) che affianca all’edizione cartacea una serie di iniziative in formato elettronico come gli ebooks, gli audiolibri e un portale web dedicato alla promozione del sistema museale regionale. E tiene molto anche alla ristampa del saggio “Cagliari, amore e rabbia” del padre Rinaldo che fu assessore comunale a Cagliari ed esponente del partito socialista negli anni ’80.
Di recente ha scommesso su qualche autore nuovo di narrativa (Maria Simeone con “Quel centimetro nascosto del cuore”) ed ha nel cassetto altri tre o quattro esordienti. Ma il libro su cui punta per il 2012 è “Voglia di Oceano”, la storia del primo sardo hce ha compiuto la traversata dell’Atlantico a vela in solitario, scritta dallo stesso navigatore. “L’avventura di Piero Fresi è una bella storia, con naufragio e successo finale. Una grande impresa compiuta ben prima di tutti, Andrea Mura compreso” sottolinea Botticini. Tutti i libri sono sul web: “le novità – dice – sono legate all’editoria elettronica e al fenomeno degli ebook”.

C.F.

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