Premio Marincovich

Giovedì 11 aprile 2013 Vittorio Fresi è stato premiato a Roma con il premio nazionale Carlo Marincovich sulla narrativa nautica.

Vittorio ha ottenuto il secondo posto con il suo libro “Il sogno spezzato, padre e figlio sulla rotta dei clipper” edito Nutrimenti, alle spalle del famoso scrittore Luca Goldoni e ha vinto un pezzo della paratia della barca Vento di Sardegna messa a disposizione dal famoso velista sardo Andrea Mura.

http://premiomarincovich.wordpress.com/

La 4° edizione del Premio letterario/giornalistico Carlo Marincovich, famoso giornalista scrittore e velista italiano scomparso nel 2008 a 73 anni è stata presentata dalla moglie Patrizia Melani.

Presenti alla giornata di ricordo di Carlo Marincovich:
Autorità della Marina Militare Italiana
Vertici della Lega Navale Italiana
Giornalisti delle più importanti testate nautiche
La giornalista Donatella Bianchi
Max Sirena, skipper di Luna Rossa alla prossima Coppa America
Alessandra Sensini, campionessa mondiale di Windsurf

Motivazione del premio al libro “Il sogno spezzato” – di Elisabetta Strickland

Analizzando questo libro con un pò di concretezza e sopratutto tenendo conto del titolo, i protagonisti raccontano in modo realisticola storia di una impresa non riuscita, di un “sogno spezzato”, appunto.

Giovedi 11 aprile 2013, Roma – Premio Marincovich

Un figlio e un padre che sfidano gli oceani tra burrasche e sterminate distese d’acqua e poi, duecentotredici giorni di navigazione nel tentativo di giro del mondo senza scalo su una barca di serie, naufragano nel mezzo del Pacifico e vengono salvati da una superpetroliera filippina.

Eppure non si ha la sensazione che l’impresa non sia riuscita, la vittoria contro il mare bellicoso dei mitici 40 ruggenti c’è ed è quotidiana, sembra di sentirle le onde alte come palazzi scaraventarsi sulla loro barca, sembra di vederlo il mare color acciaio attraverso gli oblò.

Vittorio e Piero Fresi tra il 2008 e il 2009 a bordo dell’amata Onitron I hanno seguito la rotta dei clipper e con la forza umana vitale e profonda che può legare solo un padre e un figlio hanno dovuto desistere a causa di un’onda gigantesca nel Pacifico meridionale e il loro salvataggio è un’impresa mozzafiato, raccontata con garbo e passione, la cui riuscita ha sapore di miracolo.

Forse per questo il finale è più avvincente di un arrivo in porto salutati da cori e sirene, c’è nel recupero di Onitron tutta l’imprevedibilità delle cose umane, che per mare è ancora più grande e sorprendente.

 

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